Kakà vuole lo scudetto

Sette punti da recuperare in cinque gare sono forse troppi e difficilmente l’Inter concederà ancora illusioni alle inseguitrici. Il Milan però ha il dovere di crederci fino in fondo, fin

Galliani: Kakà non si tocca

Ci risiamo. Torna il tormentone-Kakà, come se non fosse bastato quello dello scorso gennaio, quando il brasiliano è stato ad un passo dal vestire la maglia del Manchester City, la squadra che è stata capace di mettere sul piatto ben 110 milioni di euro.

Ma Ricardo ha ascoltato le ragioni del cuore, si disse all’epoca, lasciandosi convincere dalle richieste degli ultras arrivati fin sotto casa sua per pregarlo di restare. Ragioni di cuore, ma non solo, perché Kakà vuole continuare a vincere ed il City non gli avrebbe offerto garanzie in questo senso. E poi al Milan si sta bene, tanto che il brasiliano avrebbe gradito solo un’altra destinazione, Madrid.

Ed ecco la presunta offerta arrivata ieri sulla scrivania della società rossonera: 60 milioni di euro da pagare in quattro anni per assicurarsi le prestazioni del campione. Sulla vicenda i tabloid spagnoli hanno ricamato molto, regalandoci anche i dettagli dell’incontro tra Adriano Galliani e Florentino Perez, prossimo probabile presidente della società madridista. Ma oggi arriva la smentita dell’amministratore delegato, che ribadisce una volta ancora l’incedibilità del talento brasiliano.

Kakà: la fede, i soldi, il riciclaggio

Più volte su queste pagine abbiamo parlato di calcio e fede, due argomenti che hanno ben poco da spartire, ma che talvolta finiscono per essere accomunati per il credo religioso di questo o quel calciatore.

Stavolta parliamo di colui che forse più di ogni altro ha messo in piazza le sue convinzioni riguardo al sacro, rivelando anche particolari sulla sua vita privata, che non hanno mancato di procurare qualche sorriso. Ci riferiamo a Kakà ed alla sua fede nella dottrina evangelica, che lo ha portato, ad esempio, ad arrivare vergine al matrimonio.

Ma questa è storia vecchia. Ciò che fa notizia al momento è l’arresto dei fondatori della setta Renascer em Cristo, della quale Kakà è membro da diversi anni. L’accusa è quella di riciclaggio di denaro sporco e di contrabbando di valuta. Ma cosa c’entra il talento brasiliano in tutto questo?

Inter – Milan tra amarcord, esordi e assenze

Non ce ne vogliano i tifosi nerazzurri, ma ci piace ripartire da qui, da quel colpo di testa di Ronaldinho che segnava il suo battesimo del gol in maglia rossonera, regalando ai suoi il primo derby della stagione. Era il 28 settembre dello scorso anno, l’Inter perdeva il primato in classifica e Mourinho incassava l’ennesimo scherzetto del Gaucho, che già qualche dispiacere gli aveva creato in Champions League.

Ora la situazione è diversa: l’Inter ha otto punti di vantaggio sui cugini e si appresta ad affrontare il derby con la consapevolezza di chi può permettersi anche un passo falso. Il Milan invece non può concedersi il lusso di sbagliare gara, pena l’esclusione dalla lotta scudetto già da febbraio (e sarebbe grave per una squadra che non ha neanche l’alibi dell’impegno Champions). Che gara sarà?

Partiamo dalle certezze, prima fra tutte l’assenza di Kakà. Il brasiliano ha tentato un recupero-lampo, ma alla fine si è dovuto arrendere all’evidenza dei fatti. Tanto meglio per Ronaldinho, che avrà nuovamente l’occasione di mettersi in mostra, sperando magari di bissare l’exploit dell’andata.

Florentino Perez promette tre regali: Ronaldo, Kakà e Ancelotti

Le dimissioni di Calderon in seguito allo scandalo dei voti comprati, gli hanno aperto le porte verso un clamoroso ritorno alla presidenza del Real Madrid. E’ presto per parlare di vittoria assicurata, ma stavolta Florentino Perez vuole indovinare tutte le mosse e sta lavorando nell’ombra per preparare la sua grande campagna elettorale.

Cosa serve al Real Madrid per tornare grande in Spagna e in Europa? Prima di tutto occorre un grande tecnico, perché è evidente che Juande Ramos sia solo un traghettatore, in attesa di una guida più sicura e meno conservatrice. Di nomi sul taccuino dell’aspirante presidente ce ne sono parecchi (Wenger, Benitez, Mourinho), ma il favorito sembra essere il nostro Carletto Ancelotti, reduce da anni di successi con il Milan.

Per averlo, il Real dovrebbe battere la concorrenza del Chelsea, anch’esso alla ricerca di un mister capace di portare la squadra tra le grandi d’Europa, possibilmente senza fermarsi davanti all’ultimo ostacolo. Staremo a vedere. Intanto a Madrid si lavora anche per rinforzare un undici che è già forte di per sé, ma che evidentemente ha bisogno di un uomo o due in grado di fare la differenza. Chi sono i papabili? I soliti noti, Kakà e Cristiano Ronaldo.

Top 50: i mali del calcio moderno

C’era una volta il calcio: così comincia l’articolo pubblicato ieri dalla Gazzetta dello Sport, che a sua volta riporta una classifica stilata dal Times Online sulle 50 cose che hanno contribuito a peggiorare il gioco più bello del mondo negli ultimi anni.

Già, c’era una volta il calcio e più volte su queste pagine ne abbiamo celebrato il funerale, ricordando le emozioni che ci regalava tempo addietro, quando si conoscevano a memoria le formazioni (rigorosamente dall’1 all’11) ed il business era considerato futurismo.

Di quel calcio rimane il ricordo di chi lo ha vissuto, la nostalgia di quanti credevano nelle bandiere e nell’illusione che dietro quel pallone che rotola c’erano solo 22 uomini pronti a tutto pur di raggiungere la vittoria. Ora, ahinoi, c’è molto di più. Il calcio ci viene portato direttamente in casa a qualunque ora del giorno e della notte, le bandiere sono scolorite ed il businnes ha preso il sopravvento sull’intero pianeta pallonaro. A chi dare la colpa?

Calciomercato: torna il tormentone-Villa

Gli emissari dello sceicco Mansour continuano a girovagare per l’Europa con la loro valigetta traboccante di milioni, alla disperata ricerca di un pezzo da novanta da portare a casa prima della fine del mercato invernale.

Dopo il gran rifiuto di Kakà, i Citizens avevano rivolto le proprie attenzioni all’ivoriano Didier Drogba, approfittando anche del rapporto non proprio idilliaco tra il giocatore e mister Scolari. Ma anche in questo caso la valigetta è rimasta chiusa, visto il desiderio dell’attaccante di raggiungere mister Mourinho in quel di Milano, se non ora, almeno a giugno.

Ecco allora aprirsi la pista spagnola, dove gioca David Villa, il talento che la scorsa estate è stato al centro di numerose indiscrezioni di mercato, salvo poi prolungare il contratto con il Valencia fino al 2013. Per averlo il City è disposto a sborsare 70-75 milioni di euro, sebbene debba attendere fino a giugno per poterlo portare a Manchester. Ma figuriamoci se la strada della trattativa è così facile per gli emissari di Mansour…