Campionati europei: Hoffenheim ancora primo, Lione e Liverpool prendono il largo

Tutto invariato in Europa dopo il turno infrasettimanale. Tra martedì e mercoledì si è giocato in Inghilterra, Francia e Germania, oltre che in Italia, e almeno ai vertici delle rispettive classifiche la situazione non è cambiata, ma le emozioni che si sono vissute sono state ugualmente forti.

La giornata più bella si è avuta in Germania, dove martedì il Bayer Leverkusen aveva sorpassato l’Hoffenheim in vetta alla classifica, ma poi 24 ore dopo la matricola terribile era riuscita ad effettuare il controsorpasso vincendo di rimonta a Bochum. Spettacolare 4-4 in Inghilterra tra Arsenal e Tottenham, mentre il rischio di perdere il primato per il Lione rimane dietro le spalle.

Rivaldo in Uzbekistan

L’estate del 2008 è destinata ad entrare negli annali del calcio per gli ex Palloni d’Oro che hanno cambiato maglia. Dopo Ronaldinho e Shevchenko, entrambi accasatisi al Milan, è ora la volta di Rivaldo (che col MIlan ha avuto a che fare qualche stagione fa), passato dall’AEK Atene al PFC Bunyodkor.

Il nome non sarà nuovo a coloro che hanno seguito questo bollente calciomercato estivo, visto che la squadra uzbeka aveva già tentato, senza fortuna, di ingaggiare Samuel Eto’o. L’offerta per il camerunense era di quelle da leccarsi i baffi, tanto che in molti si erano meravigliati nel vedere la stella del Barcellona rifiutare un così alto ingaggio (si parlava di 40 milioni per una sola stagione!).

Ma morto un papa se ne fa un altro, e gli uzbechi hanno tentato con il brasiliano, che non ci ha pensato due volte ad accettare un ingaggio da nababbo per terminare la carriera in modo degno (almeno sotto il profilo economico).

Messina: un tormento senza fine

L’agonia del Messina sembrava terminata con la mancata iscrizione al campionato di Serie B 2008/2009. Invece si era solo all’inizio. Dopo aver mancato anche l’approdo alla Lega Pro, i tifosi speravano almeno di aggrapparsi al salvagente del lodo Petrucci, che li avrebbe fatti ricominciare dalla Seconda Divisione.

E invece adesso è tutto da rifare, nel vero senso della parola. Evitata la ripartenza dalla terza categoria, la società siciliana ripartirà dalla Serie D. Qui però si apre un vero e proprio giallo. Il presidente Franza aveva fatto fallire il club perchè aveva detto di non volerne più sapere del calcio. Ma poi il suo nome rientra tra i pretendenti all’iscrizione del Messina Calcio tra i dilettanti.

Roberto Mancini verso la Russia

Fino a qualche mese fa il suo nome era spesso accostato a grandi club, come se in Europa nessun altro tecnico potesse garantire il successo quanto lui. E lui, Roberto Mancini da Jesi, gongolava all’idea di sedere su panchine più comode e non meno prestigiose di quella che occupava e si permetteva persino il lusso di puntare i piedi e di rassegnare le dimissioni in diretta televisiva.

Era la sera dell’11 marzo e l’Inter usciva ridimensionata dai suoi sogni di gloria, cedendo il passo ad un Liverpool decisamente più forte e meglio messo in campo. Nerazzurri a casa e Reds avanti nella corsa alla Champions League, unico trofeo che il tecnico non è mai riuscito a mettere in bacheca.

Di lì, l’intenzione a saltare dalla barca, poi ritirata nei giorni successivi per intercessione di Moratti. Ma il popolo nerazzurro sapeva che il Mancio aveva i giorni contati e che il divorzio si sarebbe consumato al termine della stagione. E così è stato, ma è lecito chiedersi dove siano finiti tutti quei club che facevano la fila davanti alla sua porta, se è vero che la prima vera offerta è arrivata oggi, 20 luglio, e per di più da una squadra che si chiama CSKA Mosca.

Ufficiale, il Messina dice addio alla B, e ora rischia anche il fallimento

Ora è definitivo, il Messina l’anno prossimo non giocherà in serie B. Abbiamo aspettato l’ultimo giorno per darvi il verdetto finale per attendere le scadenze di tutti gli atti e per sapere cosa definitivamente accadrà il prossimo anno, senza colpi di scena.

Non sono bastati quindi gli appelli dei tifosi davanti al municipio, le promesse elettorali e i miliardi promessi e mai arrivati da fantomatici imprenditori del Nord: il Messina non fa in tempo a presentare tutto il carteggio per il ricorso entro la data prestabilita dalla Lega, e quindi il prossimo anno ripartirà dalla Seconda Divisione (ex serie C2), se tutto va bene.

Ronaldo verso il Flamengo

Se era già parlato lo scorso inverno, quando Ronaldo si era trasferito in pianta stabile dalle parti di Rio De Janerio ed aveva lasciato intendere di voler indossare un giorno la maglia del club più titolato del Brasile, il Flamengo.

All’epoca sembrò una di quelle notizie confezionate tanto per riempire le pagine dei giornali ed accendere i sogni dei tifosi, ma evidentemente le dichiarazioni di Ronie e della società brasiliana avevano un fondo di verità, se è vero che a distanza di mesi vengono riproposte e confermate. A parlare stavolta è Marcio Braga in persona, presidente del Flamengo, in un’intervista a GloboEsporte:

Siamo già d’accordo con l’agente di Ronaldo. Quando sarà guarito ci siederemo a un tavolo per definire il contratto.

Rivaldo: un fenomeno, ma non per tutti!

La maglia numero 10, quella più ambita, più desiderata, quella che più fa sognare i tifosi, scatenando appalusi. Nel’immaginario collettivo è la maglia dei calciatori di maggior talento, ma anche di quelli destinati a non veder riconosciuto pienamente il proprio valore. Non sempre, ma spesso.

E’ il caso di Rivaldo, considerato da molti come uno dei più grandi campioni che abbiano mai calcato un campo di calcio, e da altri come un’emerita mezza cartuccia, arrivato in alto solo grazie ad una buona dose di fortuna.

In realtà il primo Rivaldo, quello che correva dietro ad una palla nel club brasiliano del Santa Cruz, era tutt’altro che un fenomeno e, complice anche un fisico debole e mingherlino, finiva spesso per scaldare la panchina. Una specie di palla al piede per i dirigenti che non sapevano proprio come liberarsi di quel peso morto.